Nobel 2018: premio alla chimica “verde”

Nobel 2018: premio alla chimica “verde”

Nobel 2018: premiata la chimica che aiuta l’ambiente

Il 3 ottobre scorso sono stati consegnati i Premi Nobel 2018 dall’Accademia Svedese: quest’anno il premio per la chimica è stato conferito ex aequo a tre scienziati, per le loro scoperte “amiche dell’ambiente”. Frances H. Arnold, George P. Smith e Gregory P. Winter hanno cercato, così, di rendere la chimica più eco-friendly sfruttando la “diversità della vita”. I tre scienziati hanno usato, infatti, gli stessi principi dell’evoluzione (cambiamento genetico e selezione) per sviluppare proteine che risolvessero i problemi della chimica e dell’uomo.

I ricercatori premiati hanno dunque rivelato i cosiddetti “registi dell’evoluzione” (enzimi alla base delle reazioni chimiche vitali) e hanno dimostrato le conseguenti ricadute positive delle loro scoperte per le tecnologie e per i processi di trasformazione, con alla base una chimica “verde”.

Nobel 2018: il controllo degli enzimi di Frances H. Arnold

In particolare, metà del premio è andato alla scienziata americana Arnold per le sue ricerche, che hanno permesso di ottenere il controllo degli enzimi. Frances H. Arnold è professoressa di Ingegneria chimica, Bioingegneria e Biochimica presso il California Institute of Technology di Pasadena. Nata nel 1956 a Pittsburgh, ha studiato nell’università della California a Berkeley e nel 1993 ha condotto i primi esperimenti sull’evoluzione degli enzimi, rifinendo nel tempo il metodo che ora viene utilizzato per sviluppare nuovi catalizzatori

L’impiego degli enzimi da parte della scienziata include una produzione più eco-friendly delle sostanze chimiche, tra cui prodotti farmaceutici, e la produzione di carburanti rinnovabili (biocarburanti). Un passo avanti per l’ambiente, quindi, anche nel settore della ricerca in campo chimico.

Nobel 2018, Smith e Winter per la genetica dei batteriofagi anticorpi

L’altra parte di Nobel è andata all’americano Smith e al britannico Sir Winter.

George P. Smith è nato nel 1941 a Norwalk, si è laureato all’Università di Harvard e poi a quella di Cambridge. Professore Emerito di Scienze Biologiche all’Università del Missouri, ha inventato un metodo innovativo (chiamato phage display) in cui il batteriofago (virus che infetta i batteri) può essere utilizzato per sviluppare nuove proteine.

Sir Gregory P. Winter, nato nel 1951 a Leicester e laureatosi all’Università di Cambridge, è professore emerito del Laboratorio di Biologia Molecolare del Medical Research Council a Cambridge. Winter ha implementato il sistema del collega per l’evoluzione diretta degli anticorpi, permettendo così la produzione di nuovi farmaci. Il primo anticorpo basato sul metodo di Smith, chiamato adalimumab, è stato approvato nel 2002 e viene utilizzato per la terapia dell’artrite reumatoide, la psoriasi e malattie infiammatorie intestinali. Da allora, grazie al metodo di Smith e Winter, sono stati prodotti altri anticorpi allo scopo di neutralizzare le tossine, contrastare le malattie autoimmuni e curare il cancro metastatico.

Questo premio dimostra, quindi, un riconoscimento della chimica “buona” che aiuta l’ambiente e la salute umana. Come affermato dall’Accademia Svedese durante la consegna del Nobel, infatti, “siamo all’alba di una rivoluzione che, in molti modi diversi, sta portando e porterà in futuro i più grandi benefici al genere umano”.

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